Quanti di voi chitarristi/bassisti prestano attenzione alla cinta reggi-strumento? Secondo me è un accessorio importante quanto il plettro. Ne ho tante e le ho sempre scelte con attenzione, a seconda del colore dello strumento, del genere che andavo ad affrontare in quel periodo, ma soprattutto di come mi girava al momento: le ho avute con i logo delle marche di chitarre, con le borchie, arabescate, argentate, di finta pelle di serpente, di tela, di cuoio… ad ogni modo non è precisamente delle cinte che voglio trattare (affronterò questo argomento nel dettaglio una delle prossime volte), quanto di come tutelare lo strumento da eventuali sganciamenti della cinta e conseguenti rovinose cadute.

Security Lock

Security Lock

Per quanto mi riguarda la storia è cominciata di pari passo con la passione per il rock, usando una tristissima cinta, di quelle che si trovavano nei negozi, attaccata a due chiodi piantati sulla Eko classica che avevo negli anni settanta per poter poi imitare, davanti a qualsiasi superficie riflettente, gli artisti da me preferiti. Con l’arrivo nella mia vita delle chitarre elettriche cominciai ad usare i Security Lock. Ora, non ricordo che marche ci fossero all’epoca, ma per farvi capire meglio cosa intendo e anche l’uso – oltre all’immagine vi rimando al sito di uno dei più famosi produttori: Schaller.

Di Marzio ClipLock

Di Marzio ClipLock

Verso la fine degli anni 80 cominciai ad usare i Cliplock della Di Marzio. Ne ho avuti di vari colori: verdi (da usare con la JEM FP), neri, argentati, con trame e disegni differenti, ne ho persino creato uno sostituendo la cinta fornita di base con una di cuoio nera e borchie. Ricordo ancora quel 21 ottobre 1994, quando comprai la Les Paul, avevo le prove alle 18 dello stesso giorno e mi presentai con il nuovo acquisto, ma avevo agganciato male una delle due chiusure e la chitarra cadde dalla parte della paletta, procurandosi un paio di bozzi, la rottura della chiavetta del SOL e di due potenziometri… non avete idea di quanto cacchio costano gli accessori originali Gibson.

Ma, sebbene sia un metodo sicurissimo per la salvaguardia della chitarra – a patto di agganciarlo bene – ha il limite di avere poca scelta nei colori e trame e così, complice l’acquisto della Stratocaster nel 2004 che di serie ne regalava un paio (perché nel frattempo la Schaller era stata acquistata dalla Fender) sono tornato ai Security Lock.

Se siete interessati all’uso e montaggio di qualcuno di questi reggi-cinta, potete visitare il sito guitarmigi.

KellerbierC’è però da dire che questi accessori, sebbene siano utili, costano. I prezzi variano a seconda della marca, colore e dell’onestà del negoziante i cromati partono dalle € 10,00 e quelli neri/oro arrivano anche ai € 20,00. E sin quando si ha una sola chitarra è un sacrificio fattibile, ma quando se ne ha più di una, si è ragazzi squattrinati (che ragazzo non lo sono più da tempo, ma squattrinato sì!), e soprattutto in questo periodo di crisi economica mondiale? Tempo fa – visitando uno dei tanti forum musicali che frequento – mi sono ricordato di una soluzione suggeritami tanti anni fa da Aurelio, il secondo marito di mia madre, persona geniale e dalle “mani d’oro”: riusciva a costruire tutto con niente. Questa soluzione ve la riassumo in breve, prestate attenzione: andate a farvi una birra con un amico/a o con la vostra morosa/o.

Come «Embeh?»? Vi ho detto di prestare attenzione… Va bene, sarò più dettagliato: andate in birreria e ordinatevi una di quelle birre in bottiglia, vi consiglio la Kellerbier, una birra tedesca non filtrata, non è di quelle liquorose al doppio malto, non mi piacciono molto quel tipo di birre. Dovrebbe costare 4, al massimo 5 euro, ma ce ne sono di vario tipo, gusto e prezzo. Oltre a passare una serata piacevole e a gustare un’ottima birra guadagnerete due ottimi reggi-cinta. Gommini KellerbierPrendete il tappo e toglietene il gommino che fa da guarnizione ed ecco il primo reggi-cinta, fate lo stesso con la bottiglia del vostro amico e otterrete il secondo… belli eh? E pure di un bel colore blu/viola (il colore varia, a volte è quasi nero). Se proprio non volete spendere soldi o non vi piace la birra o non avete amici e/o morose (ma che cacchio di vita conducete?), potete sempre chiedere un paio di queste guarnizioni ad una birreria, se non ce l’hanno (strano) chiedete loro di conservarvene qualcuna. Alle brutte e per pochi centesimi di Euro (e se il viola non vi piace o siete superstiziosi, state proprio messi male, eh?) potete andare da un ferramente o un negozio di articoli casalinghi e comprarli di varie misure e colori; solitamente sono rosso/arancio e il diametro è quasi sempre di un paio di centimetri.

Gommino applicatoI più perspicaci avranno capìto come fare, ma so che madre natura non è sempre generosa con tutti e allora ecco una foto del gommino montato sullo strumento. Non vi garantisco che potrete far girare la chitarra attorno al busto così come fa Steve Vai sui video nel suo periodo con David Lee Roth, non vi garantisco nemmeno l’assoluta affidabilità, ma intanto potete stare certi che la cinta non si sgancerà tanto facilmente e – fattore importantissimo – avrete risparmiato una spesa che potrete certamente rimandare a tempi migliori.

Oh, andateci piano con l’alcol!

2 Commenti a “Salviamo le nostre chitarre!”

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