Archivi per la categoria ‘Varie’

Aurelio (al centro) con due commilitoni durante la Guerra d'Africa

Proprio il 16 agosto del 1910, nasceva Aurelio, il secondo marito di mia madre. Per definire il mio legame con lui c’è una parola che non amo molto ed è “patrigno”, ma per me è stato un vero padre perché mi ha sempre aiutato nei momenti difficili; un maestro, mi ha insegnato l’amore per i dettagli, la precisione, la professionalità e soprattutto il rispetto per il lavoro che si intraprende; una guida perché mi ha insegnato l’amore e il rispetto verso la propria compagna di vita, così come lui aveva per mia madre.

Motociclista emerito, aveva vinto varie gare dell’allora prestigiosa “Gara di San Giuseppe”, eccellente meccanico, a dirla tutta aveva le mani d’oro, ho ancora alcuni accendini tipo Zippo con un’accensione a mo di messa in moto della Lambretta, un suo brevetto e che prima o poi metterò sul sito. Maresciallo meccanico d’Aviazione nella Guerra d’Africa, quando, prigioniero degli inglesi, un famigerato e temutissimo ufficiale anglosassone gli chiese di collaborare per loro (aveva già fatto fucilare altri italiani per una risposta negativa) rispose: «Ssssh… certo che sono disposto a lavorare per voi, non appena il Governo italiano mi manda la lettera di licenziamento!».

Aveva un solo cruccio (dichiarato) essere nato ad Albano Laziale per puro caso (quell’Estate i suoi genitori erano in vacanza lì), lui prima residente a Trionfale (proprio a due isolati da dove abito io, accanto alla palestra “Borgo Prati”) e poi a Borgo Pio. Aveva un difetto: era della Lazio, ma come amava dire con quella voce da tenore leggero e quel suo italiano con una leggerissima inflessione romana: «Ehhh… lo so, ma quando sono nato, la Roma ancora non esisteva».

Ci ha lasciato il 14 febbraio del 2006, nel fiore degli anni (quasi 96).

Non gli ho mai dato del tu, eppure ai suoi funerali c’ero… i figli, quelli veri, no!

Ciao Signor Aurelio, ci manca tanto.

Anche quest’anno grazie a Trecciolino e Istriceddu la contrada della Tartuca ha vinto!

Una canzone per te?
Facile a dirsi:
non esiste una musica
per spiegare la melodia che sei
non ci sono parole
per esprimere quello che dirti vorrei

Estate 1994, la prima vacanza da solo con mio figlio dopo la separazione. A dire il vero era già la seconda Estate, ma quella del 93 è stata burrascosa, anche perché ebbi un pauroso incidente stradale (se non ne faccio uno ogni tot anni non sono contento) e non me la sono passata molto bene.

Facevamo la spola tra la città natale di mia madre Vasto (CH) che è il penultimo centro abitato prima del Molise (l’ultimo è San Salvo) e i paesini della collina molisana per la precisione Tavenna (CB), appena sopra Montenero di Bisaccia, il paese di Di Pietro.

Leggi il resto di questo articolo »

Se solo immaginassi quanti pensieri faccio su di te
Che conservo nei barattoli del mio amore
E ripongo sullo scaffale dei miei ricordi
Ma nemmeno un tuo bacio, uno sguardo, un sorriso
Da poter usare come etichette

Categorie
Visitatori