Un gusto reciproco

Ho cambiato il numero del cellulare dopo annissimi e non lo do a tutti, così mi levo dai coglioni un sacco di gente e, vicendevolmente, un sacco di gente ha la scusa per levarmi dai coglioni… che gusto… reciproco.

Il vedovo incon… ciliabile

Ve lo anticipo: è un racconto lungo e intricato. Leggetelo se proprio non avete altro da fare e se ci capite qualcosa, spiegatelo a me che l’ho scritto. :mrgreen:

In uno dei precedenti articoli ho già accennato al primo bassista della Compagnia che chiameremo Federico per comodità.

Oh, sia chiaro, la Compagnia è basata su due, tre persone fisse, più gli altri che si alternano a seconda del lavoro che stiamo allestendo. All’epoca stavamo preparando un’opera rock anni 70, con tanto di gruppo composto da sei musicisti, nove cantanti/attori, una ballerina e ben due persone in regia. Un allestimento pretenzioso e stressante.

Di alcuni animali vi ho accennato nelle altre storie singolarmente o in gruppo, ma ce ne sono un paio che meritano un racconto a parte, questo.

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Ciao Jim

Oggi è venuto a mancare un altro mito della musica, ma non un artista… cioè a modo suo lo era, insomma il creatore degli amplificatori Marshall.

Non ho avuto molti amplificatori, ma il Marshall che ho è sicuramente il mio preferito e il più importante di tutti.

Ciao Jim e grazie per tutta la musica che hai permesso.

Qui per il sito ufficiale Marshall.

Ciao Giorgione

Alt! Fermi! Chiariamo sin dall’inizio: sono romanista, ma la prima volta che sono andato allo stadio risale al campionato 1972/73, proprio nel felice periodo della Lazio futura campione d’Italia. Una squadra fortissima, con calciatori bravi e tosti, ma anche con enormi contrasti interni. Impossibile non ammirarli, anche se segretamente… nemmeno tanto poi, sono sempre stato sincero. :D

Chinaglia mi piaceva, duro, schietto, forse un po’ casinaro e incasinato, soprattutto negli affari. Resterà una macchia quella storia dell’ultimo periodo che lo voleva legato alla camorra… ma ora è in un altro tribunale, giudicato da qualcuno che forse ne sa più degli uomini.

Per un po’ seguii pure la sua avventura americana con il Cosmos.

Per l’amico Alberto, laziale sfegatato e meno obiettivo e sportivo di me ( :mrgreen: ) ho creato un’immagine che può essere usata anche come sfondo per il computer (1920×1200) e che riprende la sagoma di Chinaglia nella famosa (o famigerata, fate voi) foto dove punta l’indice verso la Curva Sud (notoriamente romanista ai derby) dopo averci segnato il gol della vittoria biancoazzurra. Per la cronaca quel derby lo perdemmo per 2-1 con i gol di Negrisolo per la Roma, Franzoni e, appunto, Chinaglia per la Lazio. Era il 9 dicembre 1973 e in quel campionato la Lazio vinse il primo scudetto della sua storia.

Qualche anno dopo vidi un padre di famiglia perdere la vita per un razzo in un occhio, la Roma perdere la Coppa dei Campioni in casa… mi freddai un po’… e poi la musica ebbe il sopravvento su qualunque altra passione!

Per scaricare l’immagine, cliccaci sopra e – una volta aperta nella nuova scheda/finestra – salvala trascinandola sulla scrivania o con l’apposita voce che appare premendo il tasto destro del mouse.

Ciao Giorgione, onore all’avversario.

Io e Ubuntu… un amore contrastato dal terminale

Ebbi il primo contatto con Linux (e relative distribuzioni), quando mi feci la scheda PPC per Amiga, 1996… circa… un amico mi convinse ad installare GNome, così dedicai a questa novità ben 1 Gb (di quando negli hard disk era un cifra importante, tipo 1 Tera di oggi) e qualche giorno del mio tempo, mi resi conto che c’era da compilare qualsiasi cosa e decisi di lasciar stare. È ancora lì, in uno degli hard esterni da 2 Gb e nell’altro giga c’è una partizione con installato Mac OS 7.5.5. Tra l’altro già ero in una nicchia informatica (quella Amiga, destinata purtroppo a scomparire), non mi andava di infilarmi in un’altra.

Nel 2001 decisi che con Amiga non potevo andare avanti, troppo indietro per le mie esigenze. Il mondo Mac era ancora inavvicinabile, quantomeno per il mio misero stipendio da impiegato, ma non mi passò nemmeno per l’anticamera del cervello di passare a Linux, comprai un PC pompatissimo e andai avanti sino al 2009, quando adottati il mio primo Mac. Usato, ma dignitosissimo, ci faccio di tutto: grafica con Photoshop, In Design, Illustrator, musica con Logic e Sibelius… con il processore da 2,16 Ghz e i suoi 3 Gb di memoria va che è una scheggia.

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